02/12/07

6. JENS LEKMAN Night Falls Over Kortedala (Secretly Canadian)


Potesse, registrerebbe un singolo al giorno. E non ci sentiamo di escludere l’eventualità. Ma non parlate a Jens Lekman di album: sul suo sito li chiama “Raccolte”, e su ognuno c’è la scritta “Una raccolta di registrazioni” seguita da due date, in questo caso 2004 e 2007. Eppure Night Falls Over Kortedala è un album, come tale suona e volendo ha pure il suo concept. Minuscolo come l’appartamento da 30 metri quadrati a Kortedala, quartiere di Göteborg, in cui queste dodici canzoni sono nate. Un album che suona coeso e maturo, e da album comunque si comporterà nell’assestare definitivamente il suo giovane responsabile sui livelli altissimi che gli competono. Quelli di chi, ad esempio, non avrà più bisogno di termini di paragone, fossero anche illustrissimi come Morrissey, Costello, Richman, i Tropicalisti.
Ma per Jens sono tutte solo canzoni: un incipit solenne (And I Remember Every Kiss), una piccola bomba disco con congas e archi da catalogo Salsoul (Sipping on the Sweet Nectar), una ballata con con fisarmonica e ritmo quasi caraibico (Into Eternity), un soul-funk rilassato (Kanske Är Jag Kär i Dig), una verità pesantissima in chiave electro-pop (I’m Leaving You Because I Don’t Love You), una roba da Barry White con El Perro Del Mar e Frida Hyvönen ai cori (If I Could Cry), una ballata fragile costruita su un campione di lui stesso da bambino, ancora con El Perro Del Mar (It Was a Strange Time in My Life), una chisura pimpante e irresistibile (Friday Night at the Drive-in Bingo). E pepite di puro Lekman come The Opposite of Hallelujah, Your Arms Around Me, Shirin o la tenera Postcard to Nina, storia di lui che si finge il fidanzato di una sua amica perché il padre non scopra che è lesbica. Magico Jens.
(Rumore 189, ottobre 2007)

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